Aneb Associazione Nazionale di Ecobiopsicologia

L’uomo e la sua Ombra: l’integrazione del “lato oscuro” nel Sé

TESI
Tesi di Laura Nardella, AA 2000-2001
Università degli Studi di Padova
Relatore: Prof. Ivano Spano

Abstract
La tesi tratta dell’archetipo dell’Ombra e del significato che assume l’integrazione di questa figura dell’inconscio nella totalità dell’individuo, quindi nel Sé. Andando oltre la sola analisi psicodinamica si è giunti ad una lettura in chiave psicosomatica della tematica dell’Ombra; avvalendosi, in particolar modo, dell’approccio eco-biopsicologico che individua una continuità mente corpo e un legame simbolico ed analogico tra questi due campi fenomenici.
Il concetto di Ombra appartiene alla Psicologia Analitica e riveste grande importanza all’interno di quel processo evolutivo personale che Jung chiama “Processo di individuazione”.
Per comprendere il concetto di Ombra è necessario definire in primo luogo cosa, secondo la psicologia analitica, si intenda per inconscio e per archetipo.
L’inconscio non contiene esclusivamente il materiale espulso dalla coscienza (rimosso) ma assume un significato più vasto: si parla di inconscio personale e di inconscio collettivo. Il primo, analogo al concetto freudiano di inconscio, si riferisce ai vissuti del singolo individuo e alla sua storia; il secondo è definito da Jung come “substrato psichico comune di natura sovrapersonale” e rappresenta gli aspetti più profondi ed esclusi dalla coscienza che appartengono all’umanità intera, di cui gli archetipi sono l’elemento fondamentale.
Gli archetipi sono “modelli universali” della psiche umana, “come condizione a priori rappresentano una speciale istanza psichica del modello di comportamento familiare al biologico, che dà ad ogni essere vivente la sua forma specifica”. Non se ne può avere conoscenza diretta, l’unico modo per coglierne il senso è tramite le loro “manifestazioni nella psiche”.
L’Ombra è di natura sia personale che collettiva, quindi potrà manifestarsi, secondo il linguaggio simbolico dell’inconscio, tramite una figura a noi nota o attraverso una figura mitica. L’Ombra costituisce l’aspetto non conosciuto (e per questo oscuro), negato, rifiutato e considerato negativamente della nostra personalità e dei vissuti che hanno segnato il cammino evolutivo dell’uomo. L’Ombra personale si delinea come elemento opposto all’Io: tanto più l’Io risulta schermato tanto più densa risulterà la sua Ombra; mentre la totalità del Sé comprende entrambi gli aspetti.
Importante sottolineare che l’Ombra, in quanto archetipo, non è né “buona” né “cattiva”, semplicemente “primitiva”; essa si colloca su un piano di ostilità solo se ignorata e misconosciuta. L’archetipo Ombra ha duplice natura: è nello stesso tempo “produttivo” e “distruttivo”. Considerare l’Ombra come qualcosa da eliminare invece che da integrare nella personalità, rappresenta una grave perdita per l’individuo e un fallimento in quello che Jung chiama “processo d’individuazione”. Il processo di individuazione rappresenta un percorso conoscitivo verso la realizzazione del Sé, dove l’integrazione dell’Ombra costituisce la prima tappa fondamentale in tale direzione. L’Ombra è un prezioso serbatoio di energia e creatività che, per chi abbia la forza morale di attingere alla sua fonte, può fornire nuova spinta e nuove prospettive verso la conoscenza del proprio Sé. Un uomo completo e “individuato” è colui che è in grado di accettare entrambi gli aspetti della natura umana: quello “luminoso” e quello “oscuro”.
Tramite esempi e citazioni di carattere storico, letterario e culturale abbiamo poi illustrato il senso che l’archetipo riveste nella vita dell’uomo nelle diverse culture e nel tempo, recuperando anche l’aspetto collettivo dell’Ombra. L’Ombra collettiva è strettamente legata alla vita sociale e culturale dell’uomo; a partire dai riti, passando per le tradizioni e credenze, fino ad arrivare alle produzioni artistiche, l’ombra ha sempre rappresentato il confronto con il lato oscuro, misterioso e inconscio della natura umana. L’Ombra è entrata a far parte dell’immaginario collettivo e i simboli che la rappresentano nelle sue diverse forme, costituiscono un codice espressivo ed interpretativo comune a tutta l’umanità.
A questo punto ci siamo proposti una riflessione approfondita sul conflitto con l’Ombra e le sue possibili manifestazioni, considerando sia le “disarmonie” psichiche che quelle somatiche come eventi significativi di tale condizione. Seguendo l’ottica psicosomatica, più precisamente quella Ecobiopsicologica, abbiamo considerato quindi, in senso analogico, le malattie come un elemento fondamentale di espressione del conflitto con l’Ombra. L’Ecobiopsicologia è una visione psicosomatica olistica che considera l’uomo come punto focale di un continuum tra aspetti psichici, somatici ed ambientali (ecologici e sociali).
Da un punto di vista psicodinamico, l’Ecobiopsicologia trova il suo supporto concettuale nel pensiero junghiano; quindi l’archetipo e il simbolo assumono un ruolo centrale in una visione psicosomatica che intenda cogliere i legami di senso tra tutte le manifestazioni dell’essere umano. Ricordiamo che l’archetipo junghiano fa parte di quella dimensione definita “psicoide”, ovvero che sta tra lo psichico e il somatico, che appartiene alla filogenesi ed ontogenesi sia biologica che psichica dell’essere umano.
L’eco-biopsicologia. considera la psiche e il soma come i poli energetici di un continuum materia-psiche che racchiude in sé tutte le possibilità espressive di questi apparati funzionali. Questo modello utilizza, come metafora, lo spettro elettromagnetico della luce ove la banda del visibile rappresenta l’Io cosciente, mentre gli aspetti inconsci si situano al “polo infrarosso” sul versante somatico ed al “polo ultravioletto” sul versante psichico. Si ritiene pertanto che le immagini archetipiche a livello psichico possano avere analogicamente il corrispettivo a livello somatico. Il Sé psicosomatico rappresenta l’elemento unificatore tra i due poli.
Muovendoci all’interno di una visione analogica, ci siamo proposti di rintracciare nel corpo (infrarosso) tracce del conflitto con l’Ombra esperito a livello psichico (ultravioletto) e abbiamo approfondito, per la loro particolare evidenza, due specifiche classi di patologie: le malattie autoimmuni e le malattie neoplastiche.
Considerando che l’Eco-biopsicologia vede la malattia come un evento dotato di senso all’interno di un faticoso processo di realizzazione del Sé, ci si è chiesti quale possa essere il “messaggio” contenuto nella patologia.
- Le malattie autoimmuni rappresentano sul piano biologico un grave disconoscimento del self, tanto che il Sistema Immunitario (S.I.) dell’individuo attacca i propri organi e tessuti con l’aggressività che userebbe contro quelli estranei, operando una sorta di “rigetto” di se stesso. La funzione principale del S.I. è di distinguere il not self nel contesto del self, riconoscendo in primis il self senza aggredirlo. Il S.I. è quindi caratterizzato da un’aggressività controllata e mirata. A disconoscimento di parti di sé nell’infrarosso dovrebbe corrispondere un analogo processo nell’ultravioletto; è appunto il mancato riconoscimento di parti del Sé che, secondo la psicologia analitica, dà corpo all’Ombra.
Dal profilo psicologico di pazienti autoimmuni emergono proprio questi aspetti: un’enorme quota di aggressività rimossa ed una separazione del Sé individuale in parti “buone” e “cattive”, dove il tentativo di difendersi da queste ultime coincide, sul piano biologoico, col difendersi da se stessi (self) in un inevitabile processo autodistruttivo. Sul piano psichico tale conflitto coinvolge l’identità del soggetto nella sua parte più profonda: il Sé psicosomatico.
Il messaggio simbolico insito nelle malattie autoimmuni potrebbe essere quello di accettare ogni parte di se stessi, compresa una sana quota di d’aggressività indispensabile per affrontare il mondo esterno riconoscendosi il diritto alla propria esistenza.
- Il cancro, sul piano biologico, si origina da una cellula che, per una serie di concause endogene (oncogèni) ed esogene (radiazioni, sostanze chimiche, agenti virali), risulta geneticamente modificata e pertanto “nuova” rispetto alle altre cellule del corpo (da cui il termine neoplasia). La cellula neoplastica si sdifferenzia rispetto al tessuto d’origine riassumendo caratteristiche embrionali; ciò le conferisce una capacità di riproduzione pervasiva e nel contempo la rende poco visibile al S.I., che non riesce a valutarne la “diversità”. La cellula tumorale inoltre è totalmente “asociale”: non riconosce limiti alla propria moltiplicazione egoistica, incontrollata ed afinalistica; ciò genera un processo aggressivo di invasione dell’ambiente circostante che si rivela distruttivo per l’individuo nella sua totalità. Recuperando la dimensione psicologica non dobbiamo dimenticare che l’Ombra, in quanto archetipo, possiede sia un aspetto trasformativo sia un aspetto distruttivo autonomo; quindi si presenta come serbatoio d’aggressività, ma anche come fonte vitale e creativa. Se, secondo la nostra ipotesi, il cancro rappresenta dal punto di vista analogico e simbolico l’Ombra, allora la patologia manifesterà, tramite la sua struttura e il suo funzionamento biologico, entrambe le tendenza insite nell’archetipo. Dal profilo psicologico del paziente neoplastico emerge un individuo con un modello di vita cauto, senza slanci significativi, ma che cela in profondità una forza creativa inespressa ed una tensione verso la realizzazione di una propria unicità ed eccezionalità. In questo senso il cancro è indicativo dell’aspetto progettuale dell’archetipo; ma l’energia vitale (libido) misconosciuta e rimossa a livello superiore (individuale), precipitando nell’incoscio e manifestandosi a livello inferiore (cellulare), porta alla distruzione dell’intero psicosoma proprio in quanto disgiunta dalla totalità dell’individuo. Il messaggio simbolico insito nel cancro potrebbe essere lasciare che la propria spinta a generare qualcosa di nuovo abbia posto nell’esistenza, riconoscendosi il diritto a difendere il proprio spazio. Sia la malattia autoimmune che il cancro rappresentano disfunzioni del sistema immunitario, l’una per eccesso l’altra per difetto. Se il S.I. è il custode del self biologico, una sua disfunzione può analogicamente significare un disturbo del Sé psicosomatico. In entrambi i casi tuttavia, una corretta e tempestiva lettura del messaggio che la malattia esprime può portare l’individuo ad una profonda presa di coscienza, attraverso l’assunzione consapevole dei propri aspetti Ombra, che gli consentirà di continuare il cammino interrotto verso la propria individuazione. In questo consiste l’aspetto produttivo del nostro “lato oscuro”. A conclusione di questo lavoro vengono riportati alcuni sogni (ottenuti da fonte privata e con il consenso di terapeuta e paziente) esemplari che illustrano come l’archetipo dell’Ombra sia un elemento di fondamentale importanza nella vita psichica dell’uomo e quale contributo fornisca la conoscenza e l’integrazione di questa figura dell’inconscio nel Sé, affinché ciascun individuo possa progredire verso una più completa realizzazione.

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